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I prezzi al consumo di aprile in Basilicata

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Prodotti nel carrello durante l'emergenza covid-19

Ad aprile l’inflazione, misurata tramite l’indice dei prezzi al consumo per la collettività (NIC), ha subito un rallentamento in quasi tutte le regioni, pur mantenendosi sopra la media nazionale al Sud (0,2%). Ma non in Basilicata dove la rilevazione Istat segna -0,4%.

Tra i capoluoghi, la città di Potenza (-0,4%) fa registrare la flessione più ampia dopo Aosta (-0,8%).

In generale, nel Paese, l’azzeramento dell’inflazione per il mese di aprile è l’effetto di una rinnovata flessione dei prezzi dei beni energetici, compensata dall’accelerazione dei prezzi dei beni
alimentari (passati da +1,1% di marzo a +2,7% di aprile) e dalla riduzione della flessione dei prezzi dei servizi relativi alle comunicazioni (da -2,6% a -1,3%).

Andando oltre i numeri, questo quadro dice che il calo dei beni energetici mette in equilibro dal punto di vista matematico tutte le cifre che concorrono a determinare il “peso” dell’inflazione. Ma nel quotidiano i prezzi del “carrello della spesa”, trainati dagli alimentari non lavorati (frutta, verdura e carne e pesce fresco) hanno toccato livelli di crescita che non si registravano da febbraio 2017.

Foto di Alexas_Fotos da Pixabay