Connect with us

Congiuntivo

Il bivio del 2021 di Paolo Patrone

Published

on

Paolo Patruno

«Il problema non è solo ripartire, perché quello lo abbiamo fatto, il problema sarà tutto il prossimo anno fino a quando si saprà di una cura vera e del vaccino. Fino ad allora sarà difficile che i consumi possano essere tali da sostenere il sistema».
Metà ottimista, metà pessimista Paolo Patrone, amministratore delegato della Patrone&Mongiello spa, con due stabilimenti in provincia di Potenza, e di Kh automotive in Polonia dove vengono realizzati pezzi destinati alla sicurezza delle auto.

L’industria dell’auto tedesca dice che non riprende senza il contributo dei fornitori italiani.
«Siamo pronti. Siamo fornitori di tutto il sistema dell’automotive tedesco: appena riapriamo ci sono almeno sette giorni di pezzi in magazzino pronti a essere trasferiti in Germania. Abbiamo lavorato fino all’ultimo minuto: ci siamo fermati con il dpcm e contemporaneamente allo stop delle fabbriche tedesche (ma forniamo anche altre aziende in Italia ed Europa)».
Però siete chiusi qui e in Polonia.

«Sì ma speriamo di avere l’ok dalla Prefettura per riaprire almeno uno stabilimento. Le nostre produzioni avvengono su spazi molto grandi, quindi, tutte le misure di distanziamento saranno rispettate e in due giorni adeguiamo la mensa, sicché ogni dipendente avrà il posto singolo, e gli altri luoghi dove c’è necessità. Ma il problema non è riaprire».

Cioè?
«È chiaro che la gente è impaurita, chi compra oggi un’auto, ma anche un paio di scarpe mentre non si sa quando ci sarà una cura certa che debella la malattia o un vaccino che la previene? E fino a quando c’è questo stato di indeterminatezza sarà difficile pensare a una situazione paragonabile a quella precedente all’epidemia. Abbiamo almeno fino alla fine dell’anno una situazione difficilissima, sempre sperando che non ci sia una seconda ondata dell’epidemia in autunno e che poi arrivino cure e vaccino. Per ora teniamo duro: ai nostri operai abbiano anticipato la cassa integrazione, manteniamo tutti gli impegni e lo vogliamo fare per per il futuro che sulla barca ci stiamo tutti. Poi però il clima si deve rasserenare altrimenti non sappiamo proprio dove si va a parare».

Nel frattempo nessuno sta fermo e le aziende si muovono e cambiano anche i rapporti di forza. Molti sostengono che in questo clima le aziende tedesche stiano sostituendo i fornitori italiani con altri soprattutto cinesi.
«Noi non tagliamo tappetini, non siamo facilmente sostituibili né mi pare nessuno ci voglia sostituire. Siamo fornitori di parti ad alto contenuto tecnologico. I pezzi che noi produciamo sono il frutto di un percorso di codesign, di prove in laboratorio e su strada fatte con i nostri committenti. Per sostituire un fornitore con queste caratteristiche ci vuole un anno. E i rapporti con le aziende dell’auto sono molto più strutturati e forti: i fornitori sono integrati e una volta preso la standard è una follia rinunciare. A parte che poi bisogna sempre trovarli i sostituti. E comunque a spazzare via luoghi comuni tutte le fatture per i lavori consegnati sono state tutte pagate».

Continue Reading
10 Comments

10 Comments

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.