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Congiuntivo

Un barbiere di Potenza

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Se barbieri, parrucchieri, estetisti torneranno al lavoro il merito sarà anche un po’ suo. Tonino Miglionico, 60 anni, «Un barbiere di Potenza».

Il 29 aprile Tonino, salone in via Petruccelli a Potenza, scrive al presidente del Consiglio

Mi domando e le domando: va bene essere cauti perché questo virus ha già fatto troppi danni e spedito all’altro mondo migliaia di persone, anche alcuni dei miei amici e dei miei stessi clienti. Ma perché costringerci a stare chiusi se, per esempio, nella mia regione, l’epidemia è sotto controllo e da tre giorni in tutta la Basilicata si registrano zero contagi?

La lettera di Miglionico viene ospitata in prima pagina sul Mattino.

Il 1 maggio nel messaggio per la Festa del Lavoro, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, risponde: «riaprirai presto».

Una lettera semplice, senza livore, che ha rappresentato meglio di ogni altro gesto o pressione lobbystica lo stato di malessere di artigiani fermi da mesi.

Lo ha fatto un artigiano innovatore: da anni Miglionico riceve solo per appuntamento (come sarà il futuro di tutti i barbieri) «perché voglio dare al cliente la comodità di avere un orario preciso, non fare la fila e garantire la privacy. E anche organizzare meglio il mio tempo. Da quando lavoro con il sistema degli appuntamenti è tutto diventato più fluido e più semplice. I miei clienti hanno tutto apprezzato».

Miglionico ha usato parole comuni: per questo ha lasciato un segno tanto da essere citato non solo nelle rassegne stampa, ma nei talk show (dai quali si è tenuto lontano) e soprattutto nelle sale di Palazzo Chigi.

Dove hanno capito che era il caso di far tornare al lavoro, tra tutte le cautele, Tonino e i suoi colleghi. Accradrà dal 18 maggio?

Foto di Tony Vece