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Export -17%, ma non è quello che sembra

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Lo stabilimento della Ferrero a Balvano

Nel primo trimestre del 2020 le esportazioni della Basilicata sono crollate del 17,2 per cento. La seconda peggiore performance tra le regioni italiane dopo la Valle d’Aosta (-21,4%).

Nei primi tre mesi del 2019 la Basilicata esportava beni e servizi per 903 milioni di euro, nei primi tre mesi del 2020 (compreso marzo, mese di lockdown) ha sfiorato i 779 milioni.

Cosa è successo? È stato il lockdown a far crollare l’export lucano?

Il crollo dell’export è stato determinato dalla flessione del settore dell’automotive, cioè Fca e collegate. Non è la prima volta che l’export – gonfiato dall’auto – viene sgonfiato dall’auto: le logiche commerciali, la gestione della distribuzione dell’export tra stabilimenti, lo stato dei modelli sono le variabili, indipendenti dal contesto lucano che determinano le performance dell’auto e, dato il peso dell’auto sull’economia lucana, di tutto l’export.

Tuttavia, ed è la vera sorpresa considerato il marzo in lockdown, le esportazioni lucane al netto dell’automotive nei primi tre mesi del 2020 sono cresciute del 14,86%!

Senza Fca la Basilicata sarebbe la terza regione italiana per crescita dopo Molise e Liguria.

Senza il settore dell’automotive si passa da 187 a 261 milioni di euro! Una crescita di 74 milioni.

Qui un po’ di numeri dal 1991 che raccontano auto, petrolio e mobili.