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Congiuntivo

Il design di sempre, ripensato. Il caso FIMEL

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Un dispositivo di separazione in plexiglass

Tra le storie di design che rispondono al mondo che cambia, c’è anche quella della FIMEL, azienda lucana impegnata da oltre 30 anni nella progettazione di servizi innovativi per il settore della ristorazione. Una storia di artigianato Made in Italy in cui si costruiscono «piccoli grandi sogni, – e in cui – l’incontro tra le idee e le persone » – rappresentano il punto di forza del loro lavoro.

In un momento in cui stanno cambiando le nostre abitudini, soprattutto nei luoghi della socializzazione e «il mercato globale impone nuovi standard di produzione, la FIMEL reinterpreta la sua storia per guardare con fiducia al suo futuro e a quello dei suoi clienti.» 

Mariangela Meliante

Ne parliamo con Mariangela Meliante, architetto e titolare di questa azienda a conduzione familiare, per cui cura la fase della progettazione: dalla ricerca di nuovi materiali e di nuove tendenze, fino alla gestione delle pratiche autorizzative. Insieme al fratello Giuseppe gestisce anche tutta la produzione su misura, punto di forza della sua attività creativa.

Forti di un’esperienza decennale nella lavorazione del plexiglass, per la realizzazione di articoli di design innovativi e unici, nella fase del lockdown hanno intensificato la produzione. 

Barriere parafiato e paraschizzi trasparenti per banconi o casse, panelli in vetro temperato, sono diventati i loro prodotti di punta, per la messa in sicurezza di cittadini, aziende, studi professionali e uffici pubblici. Esportati in tutto il mondo.

Un divisorio prodotto dalla FIMEL

Oggi la vera sfida è la riprogettazione degli spazi conviviali, quelli a cui si dedicano con passione da tempo. Nel rispetto delle norme di distanziamento sociale per il contenimento del contagio, senza rinunciare al design e alla bellezza dei dettagli. Barriere trasparenti che potrebbero diventare parte dell’arredamento o della struttura stessa, spazi all’aperto ripensati come prolungamenti di quelli interni. 

Tante idee e nuovi progetti per questa sfida culturale, in cui l’asticella della valutazione dell’esperienza non deve abbassarsi. In cui anche l’aspetto della sicurezza, oltre a quello culinario ed estetico, rientrano in quella scala di valutazione e gradimento.

Un rischio, soprattutto per il periodo estivo, potrebbe essere la gestione trascurata e trasandata degli spazi aperti, con tavoli disposti qua e la lungo le nostre strade. Occupazione e “conquista”, a discapito del decoro urbano e della bellezza dei centri storici. 

Questa per il design sarà una vera sfida creativa, a misura d’uomo, in cui, forse, gli spazi pubblici torneranno ad essere spazi di tutti.

Un’opportunità di rinascita per i nostri borghi e i nostri quartieri, da non lasciarsi sfuggire. Una sfida che anche la FIMEL è disposta a raccogliere.