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Covid-19: cinque pagine sono meglio di una?

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Confesso – e non è una polemica ma solo una constatazione – che tra i dati di tutte le regioni che ho dovuto trattare in questi mesi per il Covid-19, quelli della Basilicata, la mia regione, sono quelli meno comprensibili.

Mi spiego: anzitutto all’inizio dell’epidemia – a marzo – venivano diffusi a rate, più volte al giorno; poi si è deciso che arrivavano, opportunamente, una volta al giorno; poi si è deciso di non darli più la domenica e il lunedì si aveva (e si ha) il “pacchetto weekend”.

Poi, a un certo punto, si è stabilito che i dati elaborati dai tecnici venissero pubblicati a metà mattinata sulla pagina Facebook della Giunta Regionale della Basilicata e contestualmente mandati per la validazione alla cosiddetta task force.

Avuta la validazione, i dati vengono diffusi ai giornalisti con un comunicato dell’ufficio stampa della medesima Giunta Regionale.

Quindi ogni giorno ci sono i dati pubblicati su Fb che possono non essere gli stessi di quelli diffusi dall’ufficio stampa dopo il bollino della task force.

Ma non finisce qua: alle 17:00 arriva il bollettino ufficiale del Dipartimento nazionale della Protezione civile (i cui dati sono quelli che io uso per le analisi generali e quelle regionali).

Può, dunque, capitare che nello stesso giorno per il medesimo item ci siano tre numeri diversi giacché il Dipartimento nazionale della Protezione civile può non condividere tutto il calcolo (e ora ci arrivo) abbastanza astruso (residenti in altre regioni ivi coscritti, residenti in altre regioni e isolati in Basilicata, residenti in un comune e isolati in un altro, stranieri variamente collocati, e coì via….. da immaginarsi se lo facesse la Lombardia un calcolo del genere….) che è contenuto nel bollettino della Basilicata e nella nota di accompagnamento.

E veniamo alla forma.

Per capire la particolarità di questa vicenda la cosa migliore è mettere insieme i bollettini della Protezione Civile Nazionale, quello di tre regioni grandi, di una simile e quello della Basilicata.

E poi farsi un’idea guardandoli insieme.

Il Dipartimento nazionale della Protezione Civile alle 17 rende disponibile una tabella con i più importanti dati di tutte le regioni e del Paese.

La Lombardia – intorno alle 18 – attraverso un canale Telegram pubblica una tabella di una pagina.

Il Piemonte diffonde una pagina di bollettino attraverso Twitter e un canale Telegram dedicato al Covid.

L’Umbria ha un bot su Telegram e una dashboard sul sito.

La Campania diffonde un bollettino di una pagina ai giornalisti in una mailing list, via whatsApp, su Fb e sul sito.

La Basilicata ha un bollettino ufficiale diffuso ai giornalisti e reso pubblico sul sito di cinque pagine la summa teologica della confusione: a pagina 1 il numero totale dei casi non coincide con quello della Protezione Civile, da qualche giorno anche il numero dei morti è inferiore a quello della Dpc. Poi c’è la mappa dei positivi nei comuni che però sono quelli positivi da marzo a oggi. Poi ci sono i grafici: ognuno può leggere quello che vuole.

Come ognuno può tranquillamente trarre le proprie conclusioni.