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Il co-housing per salvare gli anziani e i borghi lucani

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Pensare al co-housing per gli anziani nei borghi lucani

Si è parlato tanto in queste settimane di case di riposo e residenze per anziani. Ci siamo improvvisamente e tragicamente accorti che c’è una larga fetta di persone anziane che vive presso queste strutture sempre più indispensabili per la gestione di una popolazione in costante invecchiamento come quella italiana.

Ma esistono anche altre soluzioni che sono alternative sia alle strutture residenziali così come concepite nella loro formula classica, che all’assistenza domiciliare tout court.

Una di queste è appartamento diffuso o co-housing.

In Basilicata è uno strumento già previsto dalla DGR 194 del 2017 “Manuale per l’autorizzazione dei servizi e delle strutture pubbliche e private che svolgono attività socio-assistenziali e socio-educative” e rientra anche tra le attività oggetto dell’Avviso Pubblico “Sostegno di attività imprenditoriali di interesse socio-assistenziale” varato dalla giunta Bardi a seguito dell’emergenza Coronavirus.

Di cosa si tratta? Recita la delibera: «L’appartamento diffuso è una struttura residenziale destinata ad anziani autosufficienti a prevalente accoglienza alberghiera costituita da un insieme di alloggi, di piccola dimensione e di varia tipologia, dotati di servizi collettivi e degli accessori necessari per consentire una vita autonoma. Ha caratteristiche funzionali ed organizzative orientate al modello comunitario e garantisce attività a sostegno dell’autonomia individuale e sociale. Sono erogate prestazioni e servizi alberghieri inclusivi della somministrazione pasti, attività di supporto nell’espletamento delle funzioni e delle attività quotidiane, attività a sostegno dell’autonomia individuale e sociale, attività assistenziali e sanitarie a bassa soglia erogate da personale qualificato».

Ora immaginiamo i nostri borghi sempre più spopolati e i tantissimi appartamenti, molto spesso contigui, disabitati: un’idea del genere non potrebbe anche fungere da leva per la rigenerazione urbana attraverso piccole opere diffuse di riqualificazione ecosostenibile degli immobili residenziali?

Il co-housing, una sorta di modello dell’antico “vicinato” evoluto in termini si assistenza, non potrebbe contribuire alla creazione o all’implementazione di cooperative sociali disposte a gestirlo, con conseguente aumento di posti di lavoro? In compenso i nostri anziani potrebbero vivere facendosi compagnia, in un auspicabile equilibrio tra autonomia e socialità.

Il social housing previsto dalla manuale dei servizi socio-assistenziali della Regione Basilicata, non riguarda soltanto la popolazione anziana, ma anche i servizi riguardanti minori, immigrati ed ex detenuti.

Foto di StockSnap da Pixabay