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La Basilicata non è una regione per madri (e bambini)

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donne e infanzia nel rapporto Save the Children

Save the Children ha pubblicato il report Le equilibriste: la maternità in Italia nel 2020, un’indagine approfondita sulla situazione delle donne e delle mamme in Italia, attraverso temi quali la denatalità, la disparità di genere sul lavoro e nell’accesso ai servizi essenziali, le politiche per l’infanzia.

L’edizione di quest’anno ha dedicato ampio spazio al focus sull’impatto dell’emergenza coronavirus sulla quotidianità delle equilibriste, una realtà già da anni cristallizzata in posizioni di netto svantaggio economico e sociale.

La copertina del rapporto 2020

Tra i vari dati analizzati – Save the Children ha realizzato l’indagine in collaborazione con l’Istat e l’associazione Orlando – ce ne sono alcuni che fotografano al situazione a livello territoriale.

Il divario di genere sul fronte della questione lavoro si è ridotto da 41 a 18 punti in Italia, ma il dato è ancora tra i più elevati in Europa (dove la media è 10 punti). La Commissione Europea nel suo country report annuale ha spiegato che la Basilicata, con Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, è tra le 10 regioni dell’UE con i tassi di occupazione femminile più bassi. Il divario si estende anche alla quota di lavoro a tempo parziale (32,4% per le donne, 7,9% per gli uomini).

L’emergenza pendemica ha acuito situazioni di disagio pregresse. Save the Children lo ha misurato con l’indicatore Mother Index, un indice realizzato in collaborazione con l’Istat per misurare la condizione delle madri, che è composto da tre diverse dimensioni (o domini): cura, lavoro, servizi.

Il valore del Mother’s Index, pari a 100 per l’Italia nel 2004, primo anno considerato, rappresenta un valore obiettivo: meno si avvicina alla quota 100, minore è il livello qualitativo della condizione.

Nel 2004 la Basilicata era all’ultimo posto tra le regioni, con un indice di 84,838. Nel 2019 è in diciassettesima posizione con 84,917 di punteggio.

Scendendo nel dettaglio in ciascuno dei tre ambiti che costituiscono l’indice, la situazione non migliora. La Basilicata resta sempre in fondo alla classifica.

Il Mother’s Index – Cura, che analizza in particolare il tasso di fecondità e la distribuzione del lavoro di cura all’interno delle coppie di genitori occupati, per la Basilicata è a quota 80,211 nel 2004 (ultima posizione tra le regioni) e a quota 91,086 nel 2019 (diciannovesima posizione tra le regioni).

Il Mother’s Index – Lavoro, che osserva il tasso di occupazione e quello di mancata partecipazione femminile al mercato del lavoro, vede il mezzogiorno sempre in posizioni sotto li livello di riferimento.

Per la Basilicata – che mantiene sempre la diciassettesima posizione – questo indice mostra una regressione negli ultimi anni. La regione passa da un indice a 81,373 nel 2004, a quota 76,548 nel 2018 per risalire leggermente a 78,299 nel 2019.

Il Mother’s Index – Servizi analizza due indicatori di contesto: la percentuale bambini
che frequentano la scuola dell’infanzia e l’indice di presa in carico dei bambini all’asilo nido e altri servizi integrativi per la prima infanzia. La serie storica, spiega Save the Children, dal 2004 al 2018 fa registrare un costante peggioramento, dovuto in particolare alle carenze relative ai servizi pubblici per la prima infanzia.

Quasi tutte le regioni registrano un peggioramento dal 2004. La Basilicata è al diciassettesimo posto con un indice di 94,380 nel 2004, 87,001 nel 2018 e di 86,347 nel 2019.

Foto di PublicDomainPictures da Pixabay