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Giallo, rosso e …

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Agli inizi di novembre nel pieno della seconda ondata del Covid abbiamo provato a spiegare che per le piccole entità basta poco affinché lo scenario cambi completamente.

Il passaggio diretto dal giallo al rosso ne è la conferma. Sulle criticità del sistema dei 21 indicatori che governa la cromaticità delle regioni italiane si è molto detto e molte sono le osservazioni, anche in sede tecnica, che sono state fatte.

Il problema riguarda l’applicazione a ambiti non eccessivamente urbanizzati, relativamente estesi, e con poca popolazione.

Ai correttivi avrebbe dovuto lavorare come si dice in questi casi “chi di dovere”. Lo si ricorda solo per memoria.

Cerchiamo dunque di capire cosa è successo in Basilicata nelle ultime settimane con l’aiuto di qualche semplice grafico.

I dati sono quelli dei bollettini del Dipartimento della Protezione civile, avendo già espresso qualche mese fa ampie perplessità su come vengono comunicati dalla Regione Basilicata, e anche per abbastanza ovvii motivi di comparabilità.

Subito vediamo un anno di evoluzione della pandemia.

Lo scenario di un anno ci fa comprendere come la seconda ondata, in un certo senso, non sia mai finita ma abbia avuto solo limitate fasi di “stanca” non tornando il numero dei casi quotidiani mai ai livelli precedenti che possono essere indicati in una media quotidiana tra 18 e 22 casi (cioè l’andamento di settembre).

Meglio si vede la crescita dei contagi nelle ultime sei settimane esaminando l’andamento del giorno medio settimanale, con il dato dell’ultima settimana che riporta indietro all’ultima settimana di novembre, mese nel quale c’è stato il 40% dei casi!

Qui è possibile vedere – su base quotidiana – il numero di nuovi casi per 100mila abitanti: se si elimina il picco del lunedì (che è bene ricordarlo è riferito ai dati della domenica quando l’attività dei laboratori è rallentata e quella delle strutture privata è ferma) si nota la tendenza a crescere.

Così come in crescita, sia pure con numeri contenuti, è quella delle ospedalizzazioni sia in degenza ordinaria, sia in terapia intensiva

L’andamento delle ultime settimane dimostra come ci sia stata una certa rilassatezza e che certi cluster dovevano essere chiusi realizzando immediatamente zone rosse. Non si è fatto e i piccoli numeri hanno oscillato in modo tale che si è chiusa tutta una regione.

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