Connect with us

Presente

Aprile 2021, più positivi che a marzo: peggio non si poteva fare?

Published

on

Balvano

Nel mentre la cabina di regia conferma il colore arancione anche per la prossima settimana con un indice di diffusione del contagio a 1,02 (la Campania 1,08 resta gialla; su questo e sulle perplessità dell’indice Rt vale la pena di ricordare quanto scritto qui), la povera Basilicata si iscrive d’autorità al gruppo delle cinque regioni che nel mese di aprile ha avuto un aumento di nuovi casi.

Cioè mentre 16 regioni e province autonome ad aprile (e lo stesso Paese nel suo complesso) hanno avuto meno positivi del mese di marzo (picco delle terza ondata), per cinque regioni capitanate dalla Sardegna (quella della zona bianca, liberi tutti) aprile è stato peggio del mese di marzo, mese del picco della terza ondata (la prima fu marzo 2020, la seconda novembre 2020).

Se si vede il rapporto tra nuovi casi su 100mila abitanti, per la prima volta ad aprile la Basilicata ha superato l’indice dell’Italia.

(Ricordo che cliccando sul pallino di ogni regione si può accendere o spegnere quella regione e isolare solo le regioni che interessano).

Si dirà colpa di Pasqua e Pasquetta: certamente vero. Ma i bagordi di Pasqua e Pasquetta hanno pesato ovunque.

Perché la Basilicata ha fatto peggio? Il problema non può che essere la gestione.

Fare zone rosse – peraltro in ritardo – nei comuni dove ci sono state le fiammate dell’epidemia è stato inutile perché i controlli sono stati scarsi per la pochezza strutturale delle risorse in campo (alcuni dei paesi in zona rossa hanno solo un vigile urbano…..). Inoltre non si ha più notizia del tracciamento. Sarebbe stato preferibile, come è stato fatto altrove, nei comuni interessati fare subito una campagna di tamponi sulla popolazione per trovare i casi e ripeterla dopo alcuni giorni.

Non basta fare un’ordinanza e chiedere ai cittadini di tapparsi in casa, occorre cercare il virus. Le nostre sono piccole comunità: questo offre uno svantaggio perché il virus per le modalità di vita sociale si propaga velocemente e subdolamente, ma anche il vantaggio dei piccoli numeri e di operazioni che possono essere fatte rapidamente. Almeno sulla carta.

E’ chiaro che la strategia unica messa in campo sono le vaccinazioni e lo si vede dal continuo battere del presidente della Regione Bardi.

Ad oggi (30 aprile, ore 20,10) è immunizzato (due dosi) il 9,65 per cento della popolazione lucana, e un altro 23,20 per cento (128.334 persone) ha fatto almeno una dose.

Risultati buoni, ma ci sono 371.505 lucani (il 67,15% dei tutta la popolazione) che vanno tutelati.

E da quello che è successo nel mese di aprile non pare sia così.