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Bracciante offresi, casa cercasi

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Mancano davvero i braccianti per le campagne agricole lucane delle prossime settimane?

Forse si, ma forse anche no.

La Coldiretti ha fatto sapere che ben 1.500 italiani hanno manifestato in tempo di Coronavirus il proprio interesse per offrire le proprie braccia alla vanga.

La medesima Coldiretti ha fatto sapere che per la bisogna ha aperto “Jobincountry” una banca dati delle aziende agricole che assumono, autorizzata dal ministero del Lavoro.

La sola idea che in tempo di “smart working” un ministero abbia dato tutte le autorizzazioni necessarie meriterebbe una valutazione più cauta sui tempi in cui è stata fatta questa operazione.

Ma questi braccianti servono o non servono?

Servono, ma serve gente che sa lavorare. Non ci si improvvisa. Voi fate le battute sulle braccia restituite alla vanga, ma se la vanga vanga male io ce lo perdo il raccolto.

Altro che battute. A noi serve che tornino i lavoratori dell’Est europeo, quelli che hanno sempre lavorato con noi. Non gente che si improvvisa.

È la versione di un noto imprenditore agricolo materano.

Dunque, questa è la storia.

Il lockdown ha bloccato il movimento tra l’Italia e l’Est Europa e le regole sullo spostamento tra le regioni hanno di fatto bloccato gli spostamenti tra le regioni dei braccianti specializzati.

Le aziende lavorano con gruppi di braccianti storici, spesso nuclei famigliari che si tramandano il lavoro e assicurano lo standard di qualità alle imprese agricole.

Per esempio la sofferenza è stata nel Metapontino nella raccolta delle fragole perché nel momento clou della campagna c’è stata qualche difficoltà al trasferimento dei braccianti calabresi, quelli storici impiegati dalle aziende perchè le norme sui trasporti e il distanziamento nei fatti rendevano complicato lo spostamento.

Né, del resto, quei braccianti potevano essere sostituiti da operai che non aveva pratica nella raccolta delle fragole perché la tecnica di raccolta non si impara su due piedi e i rischi di danneggiare le piantine sono altissimi e un ettaro di impianto sosta 10mila euro!

Stesse valutazioni per l’allevamento bovino dove la richiesta è per il personale indiano.

Quindi i braccianti non c’erano perchè non si potevano muovere.

Del resto basta leggere questa richiesta di informazioni arrivata a un’azienda per capire quanto il fenomeno fosse lontano dalla realtà.